Un po' di letteratura per un viaggio consapevole

Poesia in Madagascar

 

Quando ci si appresta a partire per un viaggio è bello prepararsi con letture e informazioni sulla nuova cultura, che si incontrerà. Partiamo con degli accenni sui poeti malgasci più conosciuti e con una poesia scelta ad hoc per iniziare un viaggio consapevole.

Le prime opere in letteratura malgascia risalgono alla metà del XIX secolo. In particolare, la poesia e la letteratura iniziarono a fiorire intorno agli anni 30' e 40'. Il poeta più famoso e più celebre è Jean Joseph Rabearivelo, che morì suicida a soli 36 anni. Fu il  primo vero poeta africano e tra le sue opere citiamo: Quasi sogni (1934) e Canti per Abeone (1937).

Altro scrittore importante è Claude Simon, di origini malgasce, premio nobel per la letteratura nel 1985. Tra le opere citiamo "Il senso delle cose" e "Acacia". 

 

Altro poeta contemporaneo è Jean-Luc Raharimanana, nato ad Antananarivo nel 1967, e residente ora in Francia, dove insegna. Nel 2000 è uscito il suo primo romanzo Nour, incentrato sulla storia del Madagascar durante l'ultimo periodo della colonizzazione. In Italiano si trova l'opera dello stesso autore dal titolo "Lucernario", una raccolta di dodici racconti.

Altro poeta malgascio è Roger Khà, di cui inseriamo questa splendida poesia dal titolo "La nostra isola", che lascia spazio a molte riflessioni...buona lettura!

 

Quando sarete sulla nostra isola

non scuotete i nostri bambù,

non spaventate i nostri coccodrilli,

non sparpagliate i nostri ciottoli.

Quando sarete sulla nostra isola

non andate più lontano delle nuvole,

prendete qualche conchiglia

per i bambini delle vostre citta’.

Partite, ritornate verso il mare

con le vostre macchine e le vostre strade

e le vostre navi in ferro.

Partite

Lasciate danzare il vento,

lasciate cantare il silenzio,

lasciate sognare l'Oceano.

Quando sarete nella nostra isola

non invadete i nostri villaggi,

non insegnate il vostro Vangelo

e lasciate i nostri saggi alla loro filosofia.

Quando sarete nella nostra isola

lasciate i nostri mari, i nostri fiori e i nostri pesci

alla loro esistenza tranquilla

come ai vecchi tempi di Robinson.

Partite

Lasciate danzare il vento,

lasciate cantare il silenzio,

  lasciate sognare l'Oceano.

 

 

 

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